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Promessa di matrimonio: pura formalità o necessaria?

La promessa di matrimonio è il primo passo verso il matrimonio, molto più che una semplice convenzione, è una tappa fondamentale per convolare a nozze. Spesso, molte coppie attribuiscono la promessa di matrimonio alle frasi scambiate durante il rito nuziale, ma è un errore; in quel caso si tratta di dediche libere o buoni propositi che non hanno nulla a che vedere con il valore legale dell’atto.

Come si svolge una promessa di matrimonio e cosa comporta?

La promessa è un vero istituto giuridico, così come indicato nell’articolo 79 e seguenti del Codice civile, non è considerata un contratto, difatti non obbliga “chi promette” a contrarre matrimonio, ma rappresenta uno step necessario affinchè vengano affisse le pubblicazioni.

Queste ultime conferiscono valore solenne alla promessa, determinando anche un valore legale. In caso di mancato mantenimento della promessa da parte di una delle due parti coinvolte, è previsto un risarcimento delle spese e delle obbligazioni innescate da tale impegno.

Le pubblicazioni restano affisse alla Porta della Casa Comunale per 8 giorni a cui si aggiungono almeno altri 3 giorni per permettere, a chi fosse a conoscenza di motivi validi, di presentare eventuali opposizioni alle nozze. Concluso il periodo, al 12° giorno, l’Ufficiale di Stato Civile rilascia il nulla osta alle nozze. Da questo momento i documenti rimangono validi per i 6 mesi successivi.

La promessa di matrimonio è il momento in cui per la prima volta i nubendi, dopo aver presentato al comune di residenza la documentazione necessaria, concretizzano dinnanzi ad un funzionario incaricato, la volontà di sposarsi. Si identifica nel fidanzamento ufficiale e nell’impegno di frequentarsi seriamente con il proposito di sposarsi a breve (2 mesi per le prime nozze, 6 mesi per le seconde nozze).

La promessa di matrimonio come atto civile

La promessa di matrimonio è un atto civile che ufficializza il passaggio dallo stato di fidanzati a promessi sposi. Sono molte le coppie che in questo atto formale vogliono vederci anche l’aspetto romantico, e non perdono occasione per scambiarsi promesse anche scritte o regali significativi, magari da indossare il giorno del matrimonio.

Le tradizioni del sud vedono la futura suocera regalare alla promessa sposa un bouquet che richiamerà i colori scelti per il matrimonio, come simbolo di approvazione dell’unione che si verrà a creare; anche se il galateo prevede che sia il futuro sposo a regalarlo. I promessi sposi ad un passo dal “si lo voglio” festeggiano l’impegno che hanno ufficialmente sottoscritto, solitamente organizzando un aperitivo o un pranzo con le rispettive famiglie in modo da brindare alla promessa, o una merenda con torte e piccola pasticceria.

Per tradizione, il colore della promessa di matrimonio è il verde perché simbolo di speranza: una forma di buon auspicio per la futura vita insieme. Ma il verde è anche il colore di un frutto acerbo, che deve ancora maturare. Metaforicamente rappresenta, infatti, la promessa di nozze come il primo passo verso il matrimonio; quindi, un tocco di verde è sicuramente d’obbligo! Si può scegliere di optare per un outfit che includa il verde come colore principale, o far decorare la torta con inserti verdi, o ancora ringraziare chi ha partecipato al primo passo verso il “si”, regalando un piccolo pensiero dalle tonalità color verde.

Che differenza c’è tra una promessa nel matrimonio civile e una promessa nel matrimonio religioso?

Durante la cerimonia nuziale, sicuramente il momento più emozionante è proprio quello dello scambio dei voti matrimoniali, le tanto attese promesse di matrimonio. Di cosa si tratta esattamente e come vengono formulati all’interno di un rito civile o religioso?

C’è una netta differenza tra il rito religioso e il rito civile. Nei matrimonio con rito cattolico, le promesse sono rappresentate dal momento della manifestazione del consenso. È possibile scegliere tra tre differenti forme:

  • Sposo/a: Io (il suo nome) accolgo te (nome del partner) come mio/a sposo/a, prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.
  • Sposo/a: (Nome sposo/a), vuoi unire la tua vita alla mia, nel Signore che ci ha creati e redenti?

Sposa/o: Sì, con la grazia di Dio, lo voglio.

Insieme: Noi promettiamo di amarci fedelmente, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di sostenerci l’un l’altro tutti i giorni della nostra vita.

  • Sacerdote: (Nome sposo/a), vuoi accogliere (nome sposo/a) come tua sposa, promettendo di essergli/le fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarlo/a e onorarlo/a tutti i giorni della sua vita?

Sposo/a: Sì, lo voglio.

Nelle nozze civili invece, non esiste una forma prestampata, è possibile esprimere liberamente i propri pensieri sottoforma di frasi, canzoni, lettere d’amore, citazioni, brani, poesie… Le promesse di matrimonio in questo modo saranno ciò che personalizzerà l’intero rito civile a cui magari collegare un fil-rouge che duri tutta la giornata coinvolgendo allestimenti e festeggiamenti.

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