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Matrimonio GAY 

Il matrimonio dovrebbe essere la conseguenza dell’amore. Ma chi è che ha il diritto di decidere se due persone possono amarsi o meno? L’amore dovrebbe essere libero, vero, puro e non dovrebbe avere ostacoli a causa del sesso, della religione, del colore.  

Purtroppo, ancora oggi, nel 2023, ci sono persone che si oppongono a determinate unioni, come i matrimoni omosessuali. D’altra parte, però, sono stati fatti comunque molti passi avanti in merito a questo argomento. In Italia, così come nel mondo, sono avvenute proteste, rivoluzioni, al fine di avere delle leggi che approvassero quantomeno le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Dopo anni di battaglie, siamo giunti a risultati abbastanza soddisfacenti, anche grazie a chi non si è mai arreso e ha sempre combattuto per i suoi diritti.  

La situazione in Italia riguardo i matrimoni omo 

Per ciò che riguarda il nostro Paese e quindi i matrimoni omo Italia, il 2016 è un anno importante. Grazie alla Legge Cirinnà, vengono regolamentate le unioni civili tra persone dello stesso sesso e permette alle coppie dello stesso sesso di registrare la propria unione alla presenza di un ufficiale di stato civile. Dal 2016 ad oggi, sono circa 10mila le coppie gay che hanno celebrato il loro amore con il matrimonio civile. Non si tratta solo di una questione di legge, ma soprattutto morale, sociale. Avere la libertà di unirsi in matrimonio a chi si ama davvero dovrebbe essere un diritto di tutti, un diritto scontato. Tuttavia, c’è da dire che un’unione civile non è esattamente come un matrimonio civile. Il primo riguarda persone dello stesso sesso e non ha bisogno di pubblicazioni; il secondo riguarda persone di sesso opposto e richiede le pubblicazioni per tempo. Le coppie gay non possono neanche sposarsi in chiesa, ma solo e unicamente davanti a un Ufficiale di Stato Civile. 

Requisiti necessari per l’unione civile omosessuale 

Se una coppia gay vuole costituire in un’unione civile, i requisiti da rispettare non sono impossibili. Basta essere maggiorenni e, nel caso di precedenti matrimoni, è necessario dimostrare di essere divorziati. Se uno dei due componenti della coppia non è di origine italiana, dovrà richiedere il nulla osta del Paese di origine. In merito alla questione, l’Italia ha pubblicato, nel 2017, un altro decreto che afferma: “Il diritto di costituire un’unione civile è una norma di ordine pubblico, che prevale sulle leggi straniere che vietano il riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso”. 

L’organizzazione di un matrimonio gay in Italia 

L’organizzazione dei matrimoni gay Italia richiede tempo, così come l’organizzazione di un matrimonio qualunque. Le coppie hanno 180 giorni per decidere la data in cui unirsi civilmente una volta che l’ufficiale di stato civile avrà confermato il nulla osta. Meglio iniziare con i preparativi con largo anticipo, altrimenti rischierete di non riuscire a rientrare nei tempi. Dovete scegliere la location, ovvero la casa comunale o una sala comunale. In Italia, sono presenti tantissime case comunali, come ville, castelli, antiche dimore, agriturismi, lidi marittimi. Decidete il numero degli invitati, scegliete gli outfit adatti all’occasione, le bomboniere, il catering. L’organizzazione è esattamente come quella di un matrimonio classico tra persone di sesso opposto. Se ti stai chiedendo come si svolge un matrimonio gay in Italia, la risposta non è così complicata. Immagina una navata, con uno dei due coniugi già all’altare, che attende l’arrivo dell’altro. Sono i futuri sposi a scegliere chi li accompagnerà dal loro consorte: in molti casi, si opta per entrambi i genitori e si crea un bel quadretto familiare, emozionante per tutti i gli invitati. Anche la cerimonia si svolge allo stesso del matrimonio tradizionale, il tutto in base ai gusti e alle preferenze della coppia, ovviamente.  

Il primo matrimonio gay in Italia 

Nonostante le leggi che riconoscono le unioni civili siano state riviste negli anni 2000, il primo matrimonio gay in Italia è stato celebrato nel 1978, a Napoli. All’epoca, si unirono due uomini partenopei. Il fatto fece grande scalpore in città, soprattutto in quegli anni in cui questo era ancora concepito come qualcosa di scandaloso. Uno dei due coniugi, detto ‘A Russulella, si presentò vestito da sposa, mentre l’altro, soprannominato Là Là, aveva indossato abiti maschili. Quella che era la sposa, fu accolta da una folla incredula all’uscita di casa. Con il suo abito romantico salì a bordo di una Mercedes bianca per raggiungere il suo coniuge. Il matrimonio, comunque nullo per l’anagrafe, fu celebrato con tanto di testimoni. Fu una vera e propria festa, con tanto di viaggio di nozze. Il fatto ebbe una forte risonanza mediatica tanto che la giornata dei due fu seguita anche dalle telecamere della Rai. È stato il programma L’Altra Domenica a mandare in onda il primo matrimonio omosessuale celebrato in Italia. Un evento da ricordare, un evento che, in un modo o nell’altro, ha segnato la storia.  

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